Il Rhodesian Ridgeback

La storia del Rhodesian Ridgeback o “Lion Dog” ha origini lontane ed affonda le sue radici nel XVI e XVII secolo, intrecciandosi con quella di un antico cane africano, il cane crestato della tribù dei Khoikhoi (o Ottentotti). Dalle descrizioni trovate questo cane sembra fosse di tipo spitz, simile ad uno sciacallo ,con una caratteristica cresta di pelo sul dorso.

 I Boeri, durante la colonizzazione del territorio sudafricano, restarono colpiti da questa singolare creatura per la sua fedeltà, resistenza ed abilità nella caccia, tanto da decidere di incrociarlo con i cani che essi avevano condotto al proprio seguito come Pointer, Greyhound e Bulldog. Nacquero così i “cani boeri o Steekbaar”: cani da caccia crestati, molto apprezzati dai cacciatori di grossa selvaggina.

Nel 1879 il missionario Charles Helm portò due di questi soggetti ad “Hope Fountain” la propria missione nel Matabeland (allora Rhodesia, oggi Zimbabwe), che era frequentata da alcuni famosi “Cacciatori Bianchi” tra i quali anche Cornelius Van Rooyen.

Egli incrociò i cani della sua muta con i cani crestati di Charles Helm, immettendo così sangue di altre razze di matrice europea (Alani, Collies, Mastiff, Deerhound e Terrier Irlandesi) e ottenendo soggetti all’apparenza molto simili ai moderni rhodesian ridgeback

IL PRIMO STANDARD

Il primo standard ufficiale sulla razza fu redatto molto più tardi, nel 1922, da Francis Richard Barnes, standard molto simile a quello dei dalmata (a cui Barnes, per sua stessa ammissione si ispirò). Barnes decise inoltre di fondare il Club di Razza, che potesse mantenere in effetti lo standard, Club che nacque a Bulawayo nel 1922. Il South African Kennel Union riconobbe ufficialmente nel 1926 il Rhodesian Ridgeback come razza appartenente allo Zimbabwe Kennel Club (e ciò è importante ancora oggi perché ne certifica l’origine).

Ci sarebbe moltissimo da scrivere sulla razza, sullo standard e sulla sua evoluzione da allora, ma dovendo necessariamente fare una qui una scelta selettiva, tengo molto a soffermarmi sull’aspetto caratteriale del RR, per sottolineare come sia veramente essenziale che la scelta di un tale compagno sia sempre frutto di una riflessione ben ponderata da parte di persone con le giuste qualità.

La realtà del giorno d’oggi è infatti molto diversa da quella originaria ed è un dato di fatto che la maggior parte dei nostri cani vive città, magari in un appartamento e a stretto contatto con persone ed altri animali. E’ importantissimo dunque avere un cane equilibrato e solido, ben socializzato e capace di affrontare tutte le disparate situazioni che la vita urbana quotidianamente propone. E questo dipende innanzitutto da noi e dalla misura in cui sapremo soddisfarne e svilupparne armonicamente le esigenze psico-fisiche.

CARATTERE E SOCIALIZZAZIONE

Rhodesian Ridgeback Harmakhis Wisdom Basha CamillaIl RR per carattere, come anche sottolinea lo standard, è un cane riservato, ma senza traccia di paura né tantomeno di aggressività in tale riservatezza. Ed è un cane tendenzialmente dominante (specie con i “con specifici” dello stesso sesso). Dunque socializzazione ed educazione sono davvero fondamentali e non devono essere mai trascurate: se manca infatti a questo cane una guida calma e sicura e/o la giusta dose di esperienza e di vita sociale, la troppa riservatezza potrebbe facilmente trasformarsi in aggressività, per timore o insicurezza o all’opposto per eccesso di sicurezza. Per questo il compagno ideale del RR è una persona calma e sicura di sé, estroversa, paziente e socievole, dal carattere deciso, mai violento o collerico. Si tratta di un cane che mai e poi mai deve essere stimolato alla guardia o alle difesa, poiché egli già difende il padrone e la famiglia naturalmente, né tantomeno istigato al predatorio, già presente e forte nella sua indole.

La sua socializzazione iniziale (cioè dal momento della nascita a quello in cui i cuccioli lasciano la madre per entrare far parte delle nuove famiglie) è un momento essenziale e fondamentale, ma, mi preme sottolinearlo, da sola non basta, anzi deve essere assolutamente proseguita con costanza anche successivamente, specie fino a che i cuccioloni non arriveranno alle soglie della maturità; ma anche successivamente per tutto il corso della vita del cane.

Nella mia personale e modesta esperienza di allevamento, ho estrema attenzione alla fase di socializzazione dei cuccioli: tutti i miei RR nascono all’interno di casa e, da quando la madre lo permette, vivono completamente integrati nel branco, provando già tutte le situazioni di una casa normale con indicazione da subito di ciò che “ è permesso “ e di ciò che non lo è, con i vantaggi e gli svantaggi che ne conseguono: ad esempio i miei cuccioli saranno allegri, socievoli e confidenti con le persone, per quanto possibile sporcheranno sui giornali o addirittura fuori ma di contro.. Considereranno abbastanza naturale salire sul vostro divano, poiché salgono sul mio!. Nel periodo che trascorrono presso di me- cioè le 12 settimane iniziali- i cuccioli imparano gradualmente a rapportarsi con gli altri cani, con le persone, con i bambini. Imparano a conoscere, per quanto più possibile, tutto ciò che dovrà far parte della loro vita quotidiana futura.

L’EDUCAZIONE

Questa è la prima importantissima parte del loro cammino, che spetta all’allevatore compiere, ma la socializzazione e l’educazione successiva sono altrettanto cruciali e spettano ai nuovi proprietari: i cuccioli devono poter fare gradualmente tutte le esperienze possibili tra i 5 mesi e i 12 mesi, senza traumi e con continuità. Avranno certamente dei momenti di maggior insicurezza durante la loro crescita e noi in quei momenti dovremo essere il loro punto di riferimento, solido ed equilibrato.Il cane diventa come consciamente o inconsciamente è il padrone: non dobbiamo perciò trasferire le nostre paure o insicurezze su di loro, perché l’effetto sarebbe deleterio.

Un contesto urbano può andare benissimo per crescere un ridgeback: si tratta di un cane che, a differenza di come si potrebbe superficialmente credere, non ha bisogno di spazi immensi o di enormi giardini, ma piuttosto ha necessità assoluta di un contesto affettivo forte e solido, di una persona che lo guidi e con cui condividere tutto: dalle passeggiate ai giochi e soprattutto tanta vita sociale e familiare; fin da cucciolo non deve mai essere trascurato o isolato, ma anzi deve essere spronato fortemente alla socializzazione e deve avere esperienze costanti con altri cani, bambini e situazioni varie. La vita in un appartamento sicuramente è molto più impegnativa per la famiglia (che deve assicurargli adeguato movimento, uscite ed educazione quotidiani) ma è molto più positiva per il cane rispetto alla vita in una casa, magari anche con un giardino, da dove però non venga mai fatto uscire. Non è un cane adatto a fare la guardia o a vivere isolato in giardino, diventerebbe un cane difficile e poco gestibile nonché triste.
Inoltre a differenza di come si potrebbe credere, dato dal suo storico appellativo di “Lion Dog”, non è un cane adatto alla caccia nella nostra vegetazione né tantomeno adatto a vivere in un serraglio o che possa lavorare con serenità in grosse mute, accontentandosi del rapporto con gli altri cani. Certamente è un cane che ha molto fiuto e che può essere utilizzato in tal senso nei modi più svariati, ma come era in origine, cioè quale fidato compagno dell’uomo, che egli accompagna come ombra costante e di cui condivide la vita quotidiana sotto ogni aspetto.

Data la sua duttile intelligenza e il suo attaccamento fortissimo al padrone è un cane non solo sportivo ma anche adatto a molti scopi lavorativi, dalla pet teraphy, alla ricerca e salvataggio delle persone (qualcuno addirittura ha conseguito il brevetto di soccorso in acqua!), ma ciò sempre a patto che qualsiasi lavoro sia compiuto con il suo amato compagno umano: il Rhodesian Ridgeback infatti non è “un cane da lavoro” in sé, ma lavora solo per amore nostro e in forza del solido esclusivo rapporto che instaura con noi.

LA SALUTE

Quanto alla salute è tendenzialmente un cane sano: personalmente propendo per una buona e bilanciata alimentazione naturale (carne, riso, polenta, verdure, lardo etc) che potrà consigliare al meglio il Veterinario di fiducia, o per i più pigri crocchette, ma di ottima qualità. Durante la fase di accrescimento raccomando sempre di vigilare sulla qualità e quantità di cibo e sulla qualità e quantità di movimento, trattandosi di un cane di grossa taglia con accrescimento veloce. Comunque consiglio già in età giovanile (4/5 mesi) i test preventivi HD, ED non essendoci ad oggi l’obbligatorietà della ricerca displasie nei riproduttori ordinari. Raccomando inoltre a tutti, indipendentemente dall’intenzione o meno di utilizzare il cane a scopo riproduttivo, di effettuare dopo i diciotto mesi i test ufficiali per il controllo delle displasie delle anche e dei gomiti presso le Centrali di Lettura riconosciute. Questo non solo per valutare la salute del proprio cane, ma anche per fornire dati certi sullo stato di salute della razza e contribuire al monitoraggio della stessa.

I “punti deboli” del RR potrebbero essere rappresentati da dermatiti stagionali o problemi di otiti; è inoltre una razza soggetta, come altre di grossa taglia e con torace profondo, alla pericolosa sindrome della torsione gastrica, che è bene conoscere per poter prevenire, nei limiti del possibile. Anche in questo caso il Veterinario di fiducia è il soggetto più adatto a dare tutte le informazioni del caso. E’ importante sapere anche che la razza è portatrice di una malformazione congenita di carattere ereditario, la “fistola dermoide”. Si tratta di una malformazione che può essere individuata precocemente solo attraverso il controllo della cucciolata da parte di un esperto. Di vari gradi di gravità, nella maggior parte dei casi può essere risolta chirurgicamente (i cuccioli portatori devono essere tempestivamente operati). I soggetti affetti da DS devono essere individuati e rigorosamente esclusi dalla riproduzione, stante il carattere ereditario.

LA TIPICA CRESTA

Mi sento di spendere un’ultima parola a proposito della cresta: pur non trattandosi di una caratteristica funzionale, essa è l’emblema della razza e come tale va preservata. In ogni cucciolata è possibile che nascano soggetti con delle creste “scorrette”, che già li individua come non adatti alla riproduzione, fermo restando che si tratta di difetti meramente estetici che non ne inficiano né la sostanza né il carattere del cucciolo, ma soltanto la possibilità di utilizzarlo come riproduttore. Quindi il futuro proprietario deve sapere che i soggetti con creste scorrette rispetto allo standard (ad es. più o meno di due corone) o addirittura senza cresta (“ridgeless”), saranno sempre penalizzati in esposizione e devono essere esclusi dalla riproduzione.

Sara Venturelli